Naja e Said vivono in un villaggio della provincia di Sétif, nel nord dell’Algeria. Hanno tre figlie piccole. Said fa il pastore. Un giorno, alla fine degli anni Cinquanta, gli viene proposto di andare in Francia a lavorare in fabbrica. Said lascia le sue montagne, l’aria limpida e le tempeste di sabbia per trasferirsi nella regione di Parigi, in quella grande fascia periferica che circonda la capitale. Sei mesi dopo, Naja lo raggiunge con le bambine. Gli anni Sessanta in Francia sono gli anni della grande ricostruzione, nascono autostrade, fabbriche, palazzi e quartieri popolari per gli operai, quasi tutti immigrati. Naja e Said vivono lo scontro di due culture, l’aspirazione degli immigrati a non essere considerati cittadini di serie B, a integrarsi e allo stesso tempo non rinunciare alle proprie radici e tradizioni. Per quanto difficile, il futuro appare roseo, tutto sembra ancora possibile. Gli anni Settanta, seppur coloratissimi, sono gli anni della crisi, le grandi opere sono terminate, il lavoro scarseggia, i prezzi aumentano. I quartieri popolari, sebbene di recente costruzione, cominciano già a degradarsi. Gli anni Ottanta sono neri, sono gli anni dello smarrimento, gli anni in cui i figli degli immigrati si rendono conto di non essere francesi a pieno titolo ma anche di aver smarrito le proprie origini, spesso non parlano più nemmeno l’arabo. Sono gli anni in cui la droga pesante fa strage di giovani insoddisfatti. Sole amaro è la storia dell’epopea vissuta da Naja e Said, dai loro figli e figlie, dai vicini nelle stesse condizioni, una storia di molta sofferenza, di momenti di grande felicità, di amori e delusioni, di solidarietà umana e sforzi per strapparsi di dosso l’etichetta di immigrati. Una storia struggente e a tratti ironica che apre gli occhi su una realtà che troppo spesso vogliamo ignorare.
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martedì 18 novembre 2025
mercoledì 9 aprile 2025
COME L'ARANCIO AMARO - MILENA PALMINTERI
Agrigento, 1960. Carlotta ha trentasei anni ed è convinta che nessuna persona amata possa rimanerle vicino: suo padre è morto la notte in cui lei nasceva, la sua adorata bambinaia se n'è andata quando lei era piccola e sua madre è sempre stata simile a un'algida istitutrice. Cresciuta durante il Ventennio e la guerra in una Sicilia dove da sempre tutto cambia per rimanere immutato, Carlotta ha imparato che il solo modo per non soffrire è annoiarsi con pazienza. Così, dopo gli studi di legge, anziché lottare per diventare avvocato si è rinchiusa a lavorare all'Archivio notarile. Ma il destino ci insegue anche se noi ci nascondiamo: è proprio uno dei polverosi documenti dell'Archivio a rivelarle la terribile accusa rivolta da sua nonna paterna a sua madre, di non averla partorita ma comprata. Carlotta comincia un'indagine che la porterà a scoprire le radici della rabbia e della sete che per tanti anni ha cercato di mettere a tacere. Sarraca (Agrigento), 1924. È inutile essere giovane e piena di progetti, se sei nata nel tempo sbagliato. Mentre da Roma scende l'onda nera del fascismo, la diafana Nardina sposa il nobile Carlo Cangialosi ma non riesce a rimanere incinta, e questa colpa si allunga su di lei come un'ombra. E la bellissima e selvatica Sabedda, umile serva, si trova in grembo un figlio che non potrà sfamare. I percorsi di queste due ragazze si intrecceranno grazie al piano scellerato ordito da Bastiana, madre di Nardina, e dal campiere don Calogero, in odore di mafia. Milena Palminteri esordisce con un romanzo generoso, sostenuto da una lingua ricca di sfumature, popolato di personaggi memorabili per la dolente fierezza con cui abbracciano i propri destini.
mercoledì 3 agosto 2022
CAFFE' AMARO - SIMONETTA AGNELLO HONRBY
Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala - che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote - e, in maniera meno evidente, all'amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d'azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell'esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l'eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l'apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l'ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d'amore che copre più di vent'anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.
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