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sabato 31 ottobre 2026

Maratta Francesco

Ritratto di Francesco Maratta

Maratta Francesco

Storia sociale, tradizioni popolari e memoria siciliana

Farmacista, saggista e ricercatore, ha studiato la storia sociale, i personaggi e le tradizioni di Casteltermini e della Sicilia, contribuendo alla conservazione della memoria culturale del territorio.

Biografia

Francesco Maratta nacque a Casteltermini il 31 agosto 1930. Dopo gli studi a Palermo, dove conseguì la laurea in Farmacia, esercitò la professione in diversi centri della provincia di Agrigento e ricoprì l’incarico di dirigente farmacista presso l’INAM. Successivamente divenne titolare di una farmacia a Favara, dove lavorò fino al 2006.

Alla professione affiancò una costante attività di studio e ricerca, dedicandosi alla storia sociale, ai personaggi e alle tradizioni del territorio siciliano. Nel 1954 collaborò con I. Di Simone e A. Burgio alla cura del volume Casteltermini e la festa di S. Croce (il Tataratà), dedicato a una delle più importanti tradizioni religiose e popolari del paese. Scrisse inoltre articoli per riviste e giornali, anche a diffusione nazionale.

Nel 1967 pubblicò La terra del Duca muore, con prefazione di Leonardo Sciascia, al quale era legato da un rapporto di amicizia. Dal libro fu tratto un documentario omonimo diretto da E. Natalello. Maratta firmò anche il soggetto del documentario a colori Tataratà, diretto da Ugo La Rosa e premiato alla 14ª Rassegna internazionale del folklore di Como. Con il saggio Contributo per la conoscenza delle perizie tossicologiche in uso nel Settecento del 1969 ottenne un riconoscimento dall’Accademia «Claudio Galeno» di Roma.

Nel 1976 pubblicò Sei mesi sotto i Fasci, studio dedicato al movimento dei Fasci dei lavoratori e alle sue vicende a Casteltermini, presentato da Leonardo Sciascia durante un convegno nel paese. Nel 1998 seguì Personaggi della memoria, dedicato a figure e vicende della storia siciliana, tra cui Ignazio Sanfilippo.

Alle tradizioni teatrali popolari dedicò La vicenda della Pastorale di Padre Fedele da S. Biagio, pubblicato nel 2002 con prefazione di Michele Guardì. Negli ultimi anni collaborò con Marcello La Matina a un progetto di ricerca sulla Pastorale, contribuendo alla formazione del gruppo di lavoro e al reperimento delle fonti storiche. Curò inoltre la documentazione e il saggio conclusivo del DVD-ROM La Pastorale di Nardo. Dramma sacro e festa paesana in Sicilia. Morì ad Agrigento il 3 settembre 2009, pochi giorni dopo aver compiuto settantanove anni.

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giovedì 29 ottobre 2026

Nessuno – Luciano De Crescenzo | Scelto da Agnese Giuliano

Il coraggio di salire a bordo

Ho scelto questa frase perché racchiude ciò che De Crescenzo vuole trasmettere al lettore:

«Perché Ulisse non è un personaggio ma una mania. Una mania che costringe l’uomo a partire. Sempre. Una mania che alcuni hanno e altri no. Se anche tu ce l’hai, sappi che nel porto c’è una nave che ti aspetta. Non preoccuparti per la valigia. Non chiedere il prezzo del biglietto. Non chiedere la destinazione. L’importante è partire.»

Tra tutte le riflessioni contenute in Nessuno, quella su Ulisse è forse la più vicina al mio modo di sentire. Ulisse non è soltanto l’eroe del viaggio e dell’ingegno: è l’immagine di quell’irrequietezza che, prima o poi, prende alcune persone e impedisce loro di restare ferme nello stesso porto.

Mi ha colpito soprattutto l’idea della nave che aspetta. Non chiede valigie perfette, certezze o una destinazione già scritta. Chiede soltanto il coraggio di salire a bordo. In fondo, credo che sia questo il senso più autentico della frase: non sempre si parte perché si conosce la meta; a volte si parte proprio per scoprirla.

Ulisse, allora, non appartiene soltanto al mito. È presente in chi avverte il bisogno di cercare, di cambiare prospettiva, di non accontentarsi di ciò che già conosce. De Crescenzo ci ricorda che il viaggio più importante non è quello senza paure, ma quello che si decide di intraprendere nonostante le paure.

Agnese Giuliano



domenica 25 ottobre 2026

Per te - Francesco Sole | Scelto da Giusy Di Marco

Quando la felicità fa paura

Una fiaba d’amore dei tempi moderni, una storia di incontri, fragilità e rinascita.

Due protagonisti che, per paura di soffrire ancora, hanno scelto di tenere la felicità a distanza, quasi fosse qualcosa di troppo prezioso per rischiare di perderlo di nuovo. Due anime che hanno imparato a proteggersi, forse dimenticando che, a volte, proprio dietro la paura si nasconde la possibilità di tornare a vivere davvero.

Lei, un fiore troppo raro, delicato e speciale, che forse ha soltanto bisogno di trovare qualcuno capace di riconoscerne la bellezza senza volerla cambiare.

E poi accade l’imprevisto: i loro mondi si sfiorano, i loro passi si incrociano e, da quel momento, nulla sarà più come prima.

Mentre leggevo, ho pensato a quanto sia difficile lasciarsi andare quando la vita ti ha già insegnato che cosa significa perdere; a come, dopo certe ferite, si possa arrivare persino ad avere paura della felicità, perché ciò che desideriamo di più è anche ciò che temiamo possa farci più male.

Eppure, forse, l’amore è proprio questo: non la promessa che non soffriremo mai più, ma la possibilità di ritrovare il coraggio di aprire il cuore, di rinascere, di fidarsi ancora e di concedersi una nuova possibilità. Poi arriva qualcuno che, senza preavviso, rimette tutto in discussione…

Chiudendo queste pagine, mi resta la dolcezza di un mondo che parla di seconde possibilità, di anime che si riconoscono e di quella meravigliosa forza che ha la vita quando decide di sorprenderci.

Giusy Di Marco




giovedì 15 ottobre 2026

Ferrara Vincenzo

Ritratto di Vincenzo Ferrara

Ferrara Vincenzo

Storia siciliana, zolfare e memoria del territorio

Autore di pubblicazioni storiche, ricostruisce la vicenda di Ignazio Sanfilippo e approfondisce la storia delle zolfare siciliane, con riferimenti anche alla miniera Cozzo Disi di Casteltermini.

Biografia

Vincenzo Ferrara è nato a Palermo nel 1948. Laureato in Giurisprudenza, ha vissuto e lavorato per la Banca Commerciale Italiana a Palermo, Trapani, Genova, Milano, Toronto, Londra ed Amsterdam.

In quest’ultima sede ha anche ricoperto la carica di Vice Presidente della Camera di Commercio Italiana per l’Olanda e di Vice Chairman della Foreign Banks Association.

Nel 2006 ha pubblicato Ignazio Sanfilippo – Un Gattopardo nel Deserto per Nuova Ipsa Editore, Palermo, andato in seconda edizione nel 2012 per Lussografica, Caltanissetta.

Nel 2016 ha poi pubblicato The Sulphur Mining Industry in Sicily. In: Sorge, F., Genchi, G. (eds) Essays on the History of Mechanical Engineering. History of Mechanism and Machine Science, vol 31. Springer, Cham.

Ha inoltre divulgato il profilo biografico di Ignazio Sanfilippo su vari portali di ambito storico-geografico.

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