Un thriller ti fa una promessa.
Qualcuno mente. Qualcuno nasconde qualcosa. Tu continua a
leggere e, prima o poi, i pezzi andranno al loro posto.
È un patto meraviglioso.
Per questo La sua verità di Alice Feeney funziona così bene: Anna Andrews, giornalista, e Jack Harper, detective ed ex marito di Anna, entrano nello stesso caso da due direzioni diverse.
C’è un omicidio, ci sono legami personali, ci sono informazioni che non arrivano tutte insieme. La lettura diventa una caccia: chi sa cosa? Chi sta raccontando davvero la storia? Chi ci sta portando fuori strada? E soprattutto: quando avremo finalmente la risposta?
In Così è (se vi pare), un’intera comunità vuole scoprire
quale versione di una storia familiare sia quella vera. Il signor Ponza
racconta una cosa. La signora Frola ne racconta un’altra. Le versioni sono
incompatibili.
Perfetto: basta indagare.
Ed è proprio quello che fanno gli altri personaggi. Cercano
testimoni, fanno domande, mettono sotto pressione i protagonisti. Tutta la
commedia corre verso il momento in cui qualcuno dovrebbe finalmente dire: ecco,
questa è la verità.
Sta usando la nostra voglia di soluzione contro di noi.
È un meccanismo stranamente familiare.
Arriva una notizia e vogliamo subito sapere chi ha torto.
Vediamo un video di venti secondi e siamo già pronti al verdetto. Due persone raccontano
versioni diverse e il “non ho abbastanza elementi” dura meno della batteria di
un telefono vecchio.
L’incertezza ci irrita.
Pirandello fa qualcosa di più crudele. Ti porta fino al nodo e ti chiede perché sei così sicuro che debba sciogliersi.
Significa che la realtà, quando passa attraverso le persone, arriva già mescolata a memoria, interesse, dolore, paura, punto di vista.
Una schermata finale con scritto: colpevole.
Una spiegazione.
Una frase da condividere.
Fine.
È rassicurante. Ci permette di chiudere il caso, archiviare
le persone e passare ad altro senza lasciare nulla in sospeso.
Ed è anche il motivo per cui il teatro di Pirandello può
essere più destabilizzante di molti thriller: non ti lascia il conforto di chiudere
tutto in una scatola.
Pirandello, mentre corri, ti osserva. E forse sorride.
Chiediti invece: “che cosa so davvero?”
È una domanda molto meno spettacolare.
Ma in tempi in cui tutti sembrano avere una sentenza pronta
prima ancora dei fatti, potrebbe essere anche la più rivoluzionaria.
Se vuoi tornare a divertirti, Alice Feeney ti aspetta.
Pirandello, invece, continuerà a toglierti il tappeto da
sotto i piedi.

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